Marzo 2017
FOCUS NORMATIVO - In Gazzetta il decreto attuativo riguardante lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale

29/03/2017

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 dell’8 marzo 2017 il decreto ministeriale del 23 febbraio 2017 con cui viene attuato in Italia lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale previsto dall’art. 1, commi 145 e 146, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016).

Dai considerando del decreto ministeriale emerge la necessità di attuare la normativa nazionale in conformità alle novità intervenute nel frattempo in ambito europeo ed internazionale e, in particolare, di adeguare il dettato normativo interno alle disposizioni contenute nella direttiva 2016/881/UE del Consiglio del 25 maggio 2016, recante modifica della direttiva 2011/16/UE, per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, nonché nell’Accordo multilaterale tra i Paesi membri dell’OCSE in materia di scambio automatico di informazioni derivanti dalla rendicontazione Paese per Paese (Country-by-Country reporting), firmato a Parigi il 27 gennaio 2016.

Riservandoci di esaminare il tema in una nostra successiva circolare di approfondimento, merita solo segnalare in questa sede che – in via di principio e salvo le specifiche previsioni derogatorie contenute nell’art. 2 del decreto, al cui esame si rinvia – l’obbligo di presentazione della rendicontazione Paese per Paese all’Agenzia delle Entrate grava, in primis, sulla controllante capogruppo del gruppo multinazionale che sia residente nel territorio dello Stato. 
Il predetto obbligo si ribalta, viceversa, su altre entità del gruppo allorché la controllante capogruppo non sia residente in Italia e, in via alternativa, essa:
i) non sia obbligata nel proprio Paese di residenza a presentare la rendicontazione ovvero, 
ii) alla data di scadenza del termine di presentazione della rendicontazione non sia entrato ancora in vigore tra l’Italia e il Paese di residenza della controllante capogruppo uno specifico accordo qualificante tra autorità competenti sullo scambio automatico delle rendicontazioni o, in ultimo,
iii) si sia verificata la c.d. “inadempienza sistemica” della giurisdizione di residenza della controllante capogruppo e, cioè, l’ipotesi in cui tale giurisdizione, pur avendo in vigore un accordo con l’Italia, “ha sospeso lo scambio automatico, per motivi diversi da quelli indicati in tale accordo, oppure ha ripetutamente omesso di trasmettere automaticamente all’Italia le rendicontazioni paese per paese in suo possesso”, relative ai gruppi multinazionali di cui fanno parte società residenti in Italia ovvero relative a stabili organizzazioni in Italia di società estere (così art. 1, n. 15 del decreto).

Nel caso si verifichi una di queste eventualità – e al ricorrere delle condizioni e secondo le modalità previste dall’articolata disciplina contenuta nel citato art. 2 – il gruppo può indicare la c.d. “supplente” della controllante capogruppo che, operando come unica sostituta della controllante capogruppo, presenterà la rendicontazione all’autorità fiscale della propria giurisdizione di residenza. In alternativa, l’obbligo di presentazione della rendicontazione graverà sull’entità del gruppo residente nel territorio dello Stato ovvero, se sussiste una pluralità di entità del gruppo residenti nell’Unione Europea, sulla c.d. entità “designata”. In tale caso, infatti, il gruppo può designare una di queste entità a presentare la rendicontazione e l’entità “designata”, se residente in Italia, avrà l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate che la presentazione della rendicontazione da essa effettuata “ha lo scopo di soddisfare il relativo obbligo gravante in capo a tutte le entità appartenenti al gruppo multinazionale residenti nel territorio dell’Unione europea”.