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FOCUS NORMATIVO - Presentata una proposta di direttiva sul rafforzamento dei poteri delle autorità nazionali di concorrenza
(29/03/2017)
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Lo scorso 22 marzo la Commissione europea ha presentato una proposta di direttiva che mira a rafforzare i poteri delle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri e ad assicurare il funzionamento efficiente del mercato interno [COM (2017) 142 final]. L’iniziativa si colloca a valle dell’esercizio di analisi ex-post condotto dalla Commissione a dieci anni dall’adozione del regolamento (CE) n. 1/2003, che, come è noto, ha modernizzato il sistema di applicazione del diritto antitrust europeo assegnando un ruolo più incisivo alle autorità nazionali di concorrenza. Il tema di come rendere più efficace l’attività di enforcement da parte di tali autorità, dotandole in tutti gli Stati membri di sufficiente indipendenza e di risorse e poteri adeguati, è stato identificato come una delle priorità della Commissione in un rapporto del 2014. Tra il novembre 2015 e il febbraio 2016 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica per raccogliere al riguardo il punto di vista degli stakeholders (v. risposta Assonime).

La proposta di direttiva si compone di 10 capi, per un totale di 34 articoli.

I primi articoli sono dedicati all’oggetto, al campo di applicazione e alle definizioni. Segue un’importante disposizione che vincola l’esercizio dei poteri delle autorità all’osservanza di adeguate garanzie, compresi i diritti di difesa delle imprese e il diritto a un effettivo ricorso giurisdizionale, in conformità ai principi generali del diritto europeo e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (articolo 3 della proposta, nel Capo II dedicato ai “diritti fondamentali”).

Le previsioni del Capo III impegnano gli Stati membri ad assicurare che le autorità di concorrenza nazionali adempiano ai loro doveri ed esercitino i loro poteri in modo imparziale, al riparo da ingerenze politiche o esterne, possano decidere le loro priorità di intervento in relazione all’applicazione delle norme antitrust europee e dispongano delle risorse umane, finanziarie e tecniche necessarie per lo svolgimento dei loro compiti.

Il Capo IV, in tema di poteri, stabilisce che le autorità debbano essere in grado di: i) condurre ispezioni nei locali aziendali e, previa autorizzazione di un’autorità giudiziaria, in locali diversi da quelli aziendali, incluse le abitazioni private dei manager e del personale; ii) richiedere informazioni alle imprese e associazioni di imprese; adottare decisioni volte a far cessare le infrazioni; iii) imporre misure cautelari; iv) accettare gli impegni offerti dalle imprese ritenuti idonei a far venir meno le preoccupazioni concorrenziali.

Il Capo V prevede che le autorità nazionali possano imporre ad imprese e associazioni di imprese sanzioni pecuniarie proporzionate e dissuasive in caso di violazioni delle norme antitrust europee (con soglia massima non inferiore al 10% del fatturato mondiale totale) e in caso di violazione di obblighi di carattere procedimentale, nonché irrogare in determinate ipotesi penalità di mora.

Le disposizioni del Capo VI sono volte ad assicurare che le autorità dispongano di programmi di leniency in modo da poter accordare l’immunità dalle ammende o una riduzione del loro importo alle imprese che collaborano, rispettivamente, alla scoperta o all’accertamento dei cartelli segreti. La proposta codifica i principi dell’ECN Model Leniency Programme, delineando un quadro comune di regole in base alle quali le autorità potranno concedere l’immunità e la riduzione delle ammende, assegnare un marker al soggetto che chiede di beneficiare del trattamento favorevole e accettare richieste di leniency redatte in forma sintetica. Per aumentare l’incentivo delle imprese a ricorrere alla leniency, è previsto che i dipendenti e i direttori dell’impresa richiedente i quali abbiano cooperato attivamente con l’autorità di concorrenza siano protetti da eventuali sanzioni individuali per il loro coinvolgimento nel cartello.

Il Capo VII riguarda gli obblighi di assistenza reciproca delle autorità di concorrenza degli Stati membri, in ordine all’esecuzione di misure d’indagine, alla notifica delle decisioni e alla riscossione delle sanzioni nelle ipotesi in cui le imprese responsabili dell’infrazione non abbiano sede legale nel territorio dell’autorità irrogante. Questo tema è ritenuto cruciale dalla Commissione per garantire un level playing field alle imprese che operano in più Stati membri e un corretto funzionamento del mercato interno.

Per un miglior coordinamento tra le azioni di enforcement delle diverse autorità competenti, il Capo VIII della proposta prevede che in pendenza di un procedimento davanti alla Commissione o a una autorità nazionale e fino alla sua conclusione restino sospesi i termini di prescrizione relativi ai procedimenti delle altre autorità per la medesima fattispecie.

Infine, il Capo IX contiene previsioni volte ad assicurare alle autorità amministrative garanti della concorrenza la facoltà di agire o resistere in giudizio in proprio dinanzi ai giudici nazionali, stabilisce il vincolo di scopo rispetto all’utilizzo delle informazioni acquisite in base alla direttiva e indica che i tipi di prove ammissibili nei procedimenti dinanzi alle autorità devono includere documenti, dichiarazioni orali, registrazioni e ogni altro oggetto contenente informazioni, a prescindere dal mezzo su cui l’informazione è archiviata. Viene anche puntualizzato che i costi sostenuti dalla Commissione per l’operatività del sistema informativo della rete europea delle autorità di concorrenza (ECN) siano a carico del bilancio generale dell’Unione.

 



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